RECITAL

“Il Poeta
soffre …”
di
Pietro La Barbera
Che cos’è la
poesia? E chi è il poeta?
La poesia è vista dall’uomo della strada
come l’attività di un letterato eccellente, esteta sopraffino, che usa una
lingua sapiente per esprimere concetti mirabili che rimarranno poi nella storia
delle lettere come il fior fiore dell’eccellenza dell’epoca.
Il Poeta è il Vate che parla ispirato dalle
Muse.
È un essere che passa tra le miserie della
vita con una marcia in più, e quasi non si sporca la suola delle scarpe col
fango della terra.
Egli è, com’è stato definito, il principe
degli scrittori.
È colui che non solo supera con la forza del
suo genio la comune condizione umana, raggiungendo una fama di grandezza che
vince di mille secoli il silenzio, ma può, come un onnipotente Giove,
dispensare immortalità a coloro che si degna di nominare nei suoi versi.
Il poeta non è un perdigiorno dedito a
contare le nuvole mosse dal vento, né un irresponsabile sognatore che si
rifugia in un mondo fantastico disertando la vita che chiamiamo reale; anzi al
contrario, è una persona normale che parla dell’uomo e della sua miseria senza
distrarsi con favole e altre simili sciocchezzuole.
Ma prima ancora, è uno che non ha
dimenticato l’arte di stupirsi.
Che sa ancora vedere il mondo come fanno i
bambini che lo vedono per la prima volta.
Essere poeta vuol dire avere una mente che
sa commuoversi davanti allo spettacolo della miserevole condizione dell’uomo e
sa poi rielaborare questo suo vissuto interiore in modo tale da renderlo
accessibile agli altri mediante lo strumento linguistico, e trasmettere loro il
contagio.
Ma è gente che soffre.
E, come tale, si trova in una posizione
privilegiata di osservazione sulla condizione umana.
Giardino
Il giardino a valle … un nugolo confuso di odori e bagliori
e colori e rumori … e suoni e richiami … e sensazioni e passioni … e
odi e lodi …
e risi di bei visi e terrore, amore e …
Nicola Albanese
Piove
Quest’acqua ha cancellato le ultime speranze di rivederti.
Le ultime.
Domani te ne andrai, e noi non ci incontreremo più.
Piove, e mentre l’acqua scende mi assale la malinconia e mi sento
frastornato.
Non odo nulla, non guardo nulla, tranne lui: il cielo.
Grigio e strafottente.
Verranno altre, ma non saranno come te.
Non dimenticherò mai te.
E la pioggia.
Chissà cosa stai facendo.
Cosa stai pensando.
Soffrirei di meno sapendo che stai soffrendo anche tu.
Ma non versare le tue lacrime su questo diluvio.
Forse non ne varrebbe la pena.
Per me.
Giovanni Ruberto
Ad una Dea
La luna risplende fulgida nel cielo.
Ed io vorrei dirti quello che sento.
Penso e non mento se dico di vedere i tuoi occhi ovunque quando non ci
sei.
Il tuo corpo steso nel prato tra i bei fiori, ed i capelli ondeggiare
nel firmamento tra le stelle.
Vorrei dirti non una, ma tante dolci parole che come una chiave
aprissero le porte del tuo cuore.
Vorrei farti sapere che da quando ti ho conosciuto non ho miglior
ragione d’esistere che ammirare
la tua bellezza.
Ma so che non ci riuscirò mai.
La tua grazia prorompente mi intimidisce.
Ed io ringrazio Dio d’esser nato per stimar tale beltà nel tuo sguardo.
Come vorrei che tu fossi mia!
Sarei il più felice del mondo.
Ma questo non accadrà mai e son triste, ma non me ne tormento.
La luna risplende fulgida nel cielo e forse è meglio che tra noi
rimanga così.
È meglio che tu sia quella stella avvenente che col suo splendore
illumina la notte.
Giovanni Ruberto
Amicizia magica
Partire, non poter ritornare è come soffocare.
Piangere, lasciare migliaia di amici e sentirsi circondati da nemici.
La lontananza è tanta, la vicinanza è nel cuore, l’amicizia è unica …
il tempo e la distanza non riusciranno mai a cancellarla.
Anna Emanuela Di Lalla
Il volo del gabbiano
È un ricordo … un ricordo.
Volano i gabbiani e tu li hai seguiti:
hai seguito la loro voce, hai affrontato la realtà.
Quando tornerà quel gabbiano puro?
Cerco di immaginare e sento che un giorno quel gabbiano lo troverò …
e tu piccolo grande uomo mi starai vicino.
Vola più in alto che puoi, dove nessuno ti raggiungerà.
Ed io di te avrò un ricordo solcato nella mia mente.
Ciao piccolo grande uomo, ciao piccolo gabbiano.
Giusi Ferrao
In cerca della tua strada
Quando il silenzio delle tenebre rapinerà l’Universo
l’uomo capirà che è troppo
tardi per sorridere, per sognare …
e non avrà la voglia di RICOMINCIARE …
e dire un altro “sciocco” sì alla vita,
perché ha capito che non è facile ESISTERE.
Giusi Ferrao
Pensavo a te
Nel buio della notte guardavo le stelle …
sentivo il loro profumo e pensavo a te …
mio piccolo uomo, amico mio, pensavo a te …
MALEDETTO BASTARDO …
Giusi Ferrao
Il guscio
Chiusa in un uovo
contemplo le avvenenze
dell’aldilà.
Giusi Ferrao
Solcavi la terra
Solcavi la terra …
come solcate erano le tue mani …
abbracciavi l’erba, perché ti faceva sognare.
Giusi Ferrao
La fredda nave si spezza
La fredda nave si spezza ed io affogo nella mia tristezza …
e nel nero ed impetuoso mare tento invano di nuotare, ma la tempesta
già lacera la mia sembianza …
ed io perdo ogni speranza di toccar la sospirata costa, dopo un
naufragar senza sosta …
e scorgo dalla bianca veste un soave spirito celeste porgermi con
grazia la sua mano …
ma io gli son troppo lontano e, mentre si chiude su di me l’immensità,
concepisco la mia totale vanità …
e capisco che quest’incubo di sofferenza altro non è che la mia
esistenza.
Giovanni Ruberto
Xen
Toc … toc … toc …
Xen aprì la porta: un sorriso splendido, un volto d’angelo …
Un’illusione: arriva subito la prima delusione.
Lei continua ad aspettare, non potendo dimenticare.
A lui non sembra interessare …
ma ecco: decide di parlare …
tutto è chiaro: lo sguardo è infuocato, l’abbraccio esasperato.
I giorni volano …
una sua carezza ricca di dolcezza non fa altro che provocare tanta
amarezza.
Anna Emanuela Di Lalla
Lei non esiste
Sei solo, al buio, nel tuo letto caldo e pensi …ai momenti belli, alla
tua vita felice,
al sorriso della tua ragazza, al divertimento più sfrenato, ai tanti
soldi che non hai,
ai sogni che mai realizzerai.
Quando d’un tratto le lenzuola si raffreddano, il buio diventa più
tetro,
ed un leggero fendente ti smuove la schiena.
La senti nell’aria, sì adesso la senti.
È lei: la morte.
Calma e paziente.
Vorresti lasciarla da parte, tornare ai pensieri di prima, svincolare
il suo respiro, ma non ci riesci.
Questo è il suo momento, è tornata per tormentarti, per ricordarti di
ricordarla,
perché prima o poi il suo scarno indice cadrà proprio su di te.
E tu diventi triste, pensi alla tua vita inutile, ed alla vanità delle
cose.
Ora la senti arrivare e rabbrividisci al sol pensiero.
Ma cerca di riflettere, di affondare il timone nella ragione.
Ti si illumina la mente, e in un istante comprendi.
È solo un falso allarme, è tutto uno scherzo, e tu stai al gioco.
Invocala! Chiamala! Falla venire!
Vedrai che tanto non arriverà.
E tu allora riderai di lei, di quella vecchia strega nera.
E riderai di te che rabbrividisci per quell’inganno meschino.
E non aver più paura della morte: non la incontrerai mai.
Lei è solo un’illusione.
Fin quando tu ci sarai lei non verrà, e quando lei giungerà tu già te
ne sarai andato.
Ma non rammaricarti di questo.
Non sentirai dolore, non potrà farti del male.
Lei non esiste.
Tu invece sì.
Giovanni Ruberto
13 Giugno ’88 e dintorni
Mentre versavo nella stanza i miei sogni,
una fitta alla tempia mi piegava, mi privava dei sensi …
come un pugile che si scontra con un gancio di qualche quintale …
i botti della festa mi rimbombavano in testa …
l’azzurro lampeggiante dell’ambulanza, che veniva a prendermi,
si confondeva con la pioggia di colori nel cielo …
lungo il tragitto, per il Pronto Soccorso, in me cresceva la certezza
del ritorno …
nella mia bella città del Molise …
sei mesi in carrozzella, con le stampelle e vestito di verde …
mi sono rifatto nuovo, dopo aver bevuto acqua di fonte nuova …
da 11 anni sono miracolato e dò forza e coraggio a chi, più di me, è
minorato …
almeno, ci provo, ci provo …
Angelo Ciarallo
Anche lui è un bambino
Povero piccolo, già lavora e non può andare a scuola.
Ha tanto da fare e poco tempo per sognare.
È abituato a lavorare, pur non riuscendo a guadagnare.
Porta un sacco sulle spalle, mentre il suo amico si diverte.
Non è diverso …
anche lui vuole giocare, ma non può lasciarsi andare …
Soffre, piange, il mondo non lo ascolta …
tutti pensano al proprio benessere.
Un grido disperato si diffonde, ma nel cuore alcun sentimento infonde.
Povero piccolo, è ancora solo, la sofferenza lo ha provato.
Nel frattempo alle sue spalle c’è chi ha guadagnato …
Non piangere bambino, qualcuno ti è vicino e cambierà presto il tuo
triste destino.
Anna Emanuela Di Lalla
Vola, vola, piccola anima
Vola, vola, piccola anima …
Lui mi disse “ciao” con un sorriso splendido … mi diede un bacio …
partì per un territorio magico.
Io piansi … parlai dei miei sentimenti …
Lui mi disse “Sorridi per sempre” ed io ricominciai a piangere.
Vola, vola, piccola anima …
Il tuo cuore è puro, la tua anima è libera …
Ricordami fino a quando ci rincontreremo.
Ora, non aspettarmi …
Io non ti dimenticherò, ti penserò oggi come sempre.
Vai, fuggi dal dolore …
È la tua ora.
Non fermare la tua mente, non restare indietro e apri gli occhi …
Sei come un angelo, ma non è la realtà …
Cosa mi stai facendo? Non è
possibile … Mi lasci sola …
Sembri così dolce …
ma stai giocando con i mio cuore …
Tu sei un angelo, un angelo dannato …
Aspettami: il mondo è uno scrigno prezioso da esplorare e il domani una
promessa di felicità …
Non mi lasciare, ti prego, continua a lottare …
Anna Emanuela Di Lalla
Ora
Scusa, non riesco ad aspettare …
so quello che c’è da sapere,
ma ho voglia di vedere le tue sottili labbra sfiorarsi sinceramente nel
dirmi ti amo,
ho voglia di affogare nei tuoi occhi resi lucidi dalla gioia,
ho voglia di ascoltare il silenzioso battere del tuo cuore sul mio
esile petto,
ho voglia di osservare attentamente il tuo grato sorriso, di scoprirvi
ogni valore della vita e dell’amore.
Ora.
Maddalena Forcione
Dolci illusioni
Quante dolci illusioni nate per non affrontare la realtà.
Quante dolci illusioni per coloro che della vita vedono solo il male.
Quante dolci illusioni per coloro che aspettano un miracolo dal cielo.
Come è bello sognare, ma come è male sognare soltanto.
Morirai, soffocherai nel dispiacere quando, troppo tardi, capirai di
avere perso tempo sperando.
E durante tutto quel tempo forse avresti fatto qualcosa di vero.
Sogna, ma bada a non farti dominare dal sogno
perché un giorno ti accorgerai che oramai è troppo tardi.
Maddalena Forcione
Amo più di qualsiasi altra cosa vivere
Io amo più di qualsiasi altra cosa vivere.
Perché la mia vita è solo mia, perché la mia vita è nelle mie mani,
così come il mio destino e la mia destinazione.
Sta a me sola decidere cosa fare e dove andare.
Io ho il potere di fare qualsiasi cosa, perché qualsiasi cosa è
possibile alla gente vera.
Se non mi piace il posto dove vivo posso cambiarlo,
se non mi piace il modo in cui sto vivendo posso cambiarlo,
se non mi piace la gente che mi sta attorno posso cambiare anche
quella.
Io, posso cambiare me stessa.
L’importante è cambiare solo se si vuole e nel modo in cui si vuole.
Io amo più di qualsiasi altra cosa vivere.
Io voglio vivere fino in fondo la mia vita, senza perdere nessuna
occasione, cogliendo l’attimo.
La vita è un dono troppo caro per sprecarlo con l’ipocrisia,
con l’apatia, con il timore e l’insicurezza.
No!
Io ho dei sogni, delle mete da raggiungere e non voglio che la mia vita
sia insignificante,
sarò io a darle un significato.
Io vivrò perché più di qualsiasi altra cosa amo vivere.
Maddalena Forcione
Schema
Ho fatto ciò che dovevo secondo lo schema,
binario costrittore, passato tra stazioni a raccogliere passeggeri …
indifferenti scomparivano affogando nel tempo.
Ho fatto ciò che dovevo seguendo la prassi,
un percorso pulito senza ghiaccio né sassi,
viaggio sicuro e pulito senza scossoni,
protetto da soffocante bambagia, inquinata da sorrisi al tritolo.
Ho fatto ciò che dovevo secondo lo schema,
rifugio e prigione per menti aperte che non possono vedere,
che non vogliono vedere,
che non riescono a sentire il richiamo della Madre persa.
Trascinato con funi grezze,
ingannato e accecato dalla matrice della prassi,
col ghiaccio sotto i piedi,
al collo pesanti massi per cadere e finire,
e sentire nella carne viva i laceramenti.
L’uomo è un essere anomalo, non classificabile, polimorfo e …
Nicola Albanese
Proiezione del cuore
Proiezione del cuore … fermo, da solo, statua di carne sepolta nel
vuoto.
Sepolta nel vuoto … che diventa padrone di tutto il noto … anche
dell’illusione …
l’illusione che salva, che porta sollievo … l’illusione che uccide, che
allontana dal vero …
il vero che corre, strilla, schiamazza, che ti culla sul cuore e che
poi t’ammazza …
t’ammazza, ti scuote, infligge dolore, ti fa sentire vivo,
non è questo amore?
Nicola Albanese
Passione
Solo con te,
isolato nel fiume reale,
che tutto travolge e confonde,
nell’interno eterno,
vortice di fuochi e tempeste,
come fumo danzante ansante,
lo spirito tuo si spande nell’aria,
densa di pensieri,
si gioca, vola lento via,
verso un mare materno,
calore fuggito, incostante,
ebbrezza indistinta tra ombre minacciose, stridenti,
col quadro idilliaco della tua perfezione.
Solo con te,
nell’angolo cupo,
splende e riluce,
solo la voce del miocardio
impazzito,
per il suono dei baci,
caldi, struggenti, mielosi, impetuosi,
come onde oceaniche sui lidi assolati,
che sono labbra infuocate alla vista del sole,
che tu chiami per nome.
Occhi, occhi.
Occhi travolti, connessi, si confondono,
attraversano immensi cieli di note dolcissime e calde,
emesse dalla silente arpa d’Amore,
creatrice, ispirata, di fiamme avvolgenti,
son mani tenere, aulenti,
che dosano sapienti ancora gocce,
nell’otre capiente e mai sazio,
della tua fremente, febbricitante, passione.
Nicola Albanese
Ogni vita
Ogni vita una chimera, ogni speranza una prigione, ogni prigione un
mondo.
Pensa, parla, nessuno ascolta … pensa, parla, nessuno vede … tutti
sordi, ciechi, innamorati di sé.
Dove andate? Dove correte?
Non sapete perché esistete, né dove siete, dove andate:
illusioni che ogni tanto ci bloccano, mostrandoci cambiate le risposte.
Tutti sordi, ciechi, innamorati di sé … siamo tutti persi.
Il più bello dei mari è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti
e quello che vorrei dirti di
più bello non te l’ho ancora detto.
Chi ama diventa fragile se non sente amore,
chi vive perde essenza se non sapora la vita,
chi sogna appassisce soffocato dalla sua stessa speranza se non riesce
nel sogno.
Strisciare fuori dall’utero,
protettore costrittore …
oltre … il mondo, fine-inizio delle favole,
il buio, la luce.
Il mondo inventato è rifugio come i sogni,
quando il mondo vero è freddo e isolante …
ma il sogno è illusione alienante in paradisi artificiali.
I rifugi diventano prigione, per chi sognando si dimentica di vivere.
Oltre la soglia della realtà c’è sempre un precipizio, che ci aspetta …
ci prenderà, non è possibile evitarlo, sciocco non vederlo … intanto
però è giusto vivere.
I sogni sono un’arma a doppio taglio, ti portano verso migliori
esistenze,
ma di nascosto ti trascinano nel baratro … inadempienza.
Nicola Albanese
I love more than anything living
I love more than anything living.
Cause my life it’s only mine,
cause my life it’s in my hands,
so like my destiny and destination.
I must decide for myself what to do,
and where to go.
I have the power for do anything,
cause anything it’s possible for the real people.
If i don’t like the pleace where i living i can change it,
if i don’t like the people arounde me i can change even it,
i can change myself.
The important it’s change in the way that you like.
I love more than anything living.
I wanna living entirely my life,
it is a gift too important for waste
with hypocrisy, with apathy, with dread and insecurity.
No!
I have some dreams.
Maddalena Forcione
La stella, la rosa e la Dea
Se tu di notte alzi lo sguardo al cielo
vedrai brillar più di tutte una stella,
sostenuta dalle altre in un gran velo
come tra esse fosse la più bella.
Se nel giardino una rosa lo stelo
ha più alto, scorgevi sempre quella
oscurare l’altre, come nel telo
scritto v’è, al centro della storiella,
quell’eroina Dea della bellezza
quale ricordano essere Venere.
Sii la stella e la rosa con gaiezza:
non essere austera: pensa a vivere.
Sii la Dea con la consapevolezza
che sei tutto ciò che io vorrei avere.
Giovanni Ruberto
La tua essenza
Dolce è l’attesa di avere il tuo cuore con amore …
l’attesa di contemplarti nella felice età di un tempo …
io sfoglierò tra i miei pensieri questa speranza
e non cambierò mai pagina,
trattenendo il tuo respiro in me fino a soffocarmi …
un sol pensiero mi angoscia: la tua assenza …
Enzo Trotta
Pensieri
5 pensieri come
i 5 continenti,
le 5 punte di una stella,
i 5 sensi,
le 5 dita della mano
che ci terranno uniti per sempre.
Enzo Trotta
Il muro dei sentimenti
Un muro di “perché“ ci separa …
un muro di mattoni ci tiene vicini …
nessuno ha il coraggio di abbattere quel muro …
il muro dei sentimenti …
Enzo Trotta
La farfalla
Vorrei non essere più quella che sono,
vorrei trasformarmi in farfalla,
per poter salire leggera in mondi lontani.
Incontrare nuova gente,
iniziare una vita nuova,
ma a che cosa mi servirebbe tutto questo?
Forse a farmi dimenticare un amore?
Forse sì,
un amore sbagliato,
pieno d’inganni.
Un amore maledettamente vero,
maledettamente sentito nel cuore.
Un amore che sarebbe meglio “uccidere”.
Ma sarebbe tutto inutile,
l’amore vince sempre,
è la prassi.
In quei mondi nuovi, sconosciuti,
potrei vivere per un po’,
dimenticherei una persona “sballata”.
La farfalla però non ha lunga vita,
è delicata,
le sue belle ali stingono al solo toccarle.
Io non sono delicata,
non sono bella,
al solo toccarmi non “stingo”,
caccio solo lacrime amare,
piene di rabbia,
per un amore che non le merita!
Michela Tartaglia
Ho bisogno
Ho bisogno di essere protetta,
rimproverata, amata.
Ho bisogno di un lui nascosto tra le pagine di un libro,
piene di parole allegre e di vita.
Ho bisogno dell’affetto di un fratello,
dell’affetto di un amico che ti capisce
e che al momento giusto ti fa godere della sua presenza,
del suo calore, del suo amore !
Michela Tartaglia
Occhi di mare
I tuoi occhi hanno l’azzurro dei mari tropicali.
Senza troppa esitazione mi ci tuffo,
lentamente affogo, ma non chiamo aiuto.
È bello morirci
perché so che resterò sempre in te.
Anche se tu non te ne accorgerai mai !
Muoio dentro te
e questo morire è dolce
perché i tuoi occhi di mare emanano amore !
Michela Tartaglia
Un gioiello
L’amore è un gioiello
che solo pochi sanno di possedere.
In molti lo si cerca
ma vana purtroppo è la speranza.
Quando arriva, però,
sembra uno scherzo del destino
e lasci tutto
per non restare intrappolata in
una gabbia
che hai cercato invano per troppo tempo.
Michela Tartaglia
Nel buio lentamente si muore
Inizia lentamente a calare la notte, il buio;
inizia lentamente ad assalire la paura;
il buio mette tristezza e l’angoscia cresce dentro il corpo.
Inizia lentamente a calare il manto nero della morte,
e lo scintillio della luna è quello della sua lama che sta per colpire
il bersaglio.
Quando il buio avrà invaso il tutto, il silenzio regnerà, e la morte
riderà,
perché finalmente qualcuno è
rimasto vittima della sua brillante lama d’acciaio.
Rimane solo il silenzio, con il buio, la notte, la paura !
Michela
Tartaglia
Tra le nuvole
Tra le nuvole scorgo un raggio di sole;
uno squarcio di sereno si apre sopra i miei occhi che, ad un tratto, assumono
delle tinte chiare … quasi che anch’essi vogliano comunicarti qualcosa di più
vivo; quasi vogliano evidenziarsi in quell’oscuro cielo.
Odo
Odo … In questa sera d’estate io, seduta
su una seggiola, ascolto … percepisco delle sensazioni nuove, mai provate. La pioggia
cade fitta … sui tetti che la permettono di scivolare giù … Sento picchiettare
sui davanzali … Odo l’acqua scorrere sulla strada, occupata interamente da
enormi laghetti, dove alla fine della tempesta potranno dissetarsi quegli
uccellini, quei pochi uccellini privi di un nido o almeno di un riparo. Non credo
di esser sola, questa varietà di suoni, di silenzi, mi fa compagnia, mi rende
felice anche se solo per poco.
Espressioni
Buttare giù pensieri, parole è, da un po’
di tempo, il divertimento che preferisco maggiormente. Alcune volte fa male
riflettere …, è quasi faticoso cimentarsi a scrivere pensando a qualcosa, a
qualcuno. La tua mente non si svuoterebbe del tutto. Rimarrebbe ancora colma,
non facendoti così sfogare o magari stare almeno bene con te stessa.
La mia migliore amica
Amica … Amica può essere una persona, un
animale, o meglio ancora un sentimento. Sì, proprio un sentimento … La
tristezza, sì … proprio quella, è mia amica … in ogni giornata che trascorro,
non manca mai, è come un angelo custode. Ti fa soffrire, ti fa “ammalare” in un
certo senso, ma ti fa anche capire, riflettere e … pensare. A volte la sua
presenza è più intensa, più profonda; altre, invece, si allevia anche se per
poco; dopodiché incomincia a combattere
ad “armi pari” con me, con la ragazza che giorno per giorno sconfigge l’inevitabile
avversario o perde quelle partite che forse sono le più complesse !
Soffrire per amore
Il primo pensiero che mi balza in mente
è: “Vale la pena soffrire per amore ?” Pensandoci
su ora penso che ne vale la pena ! Sì, è vero, non riesci a stare in allegria,
ti chiudi in te con tutte le tue sofferenze, tutti i tuoi problemi e ostacoli
da affrontare. Cerchi di sognare, stai “FUORI” dal mondo esterno, dai tuoi
genitori che ti assillano, ti rimproverano. Cerchi di fantasticare per non
soffrire per amore.
Sapresti disegnare un amore ?
Usa la fantasia, usa l’immaginazione e
prova a disegnare l’amore ! A che cosa si può paragonare il mio amore ? Lo
paragono a un orologio nel quale la sua batteria dovrebbe fermarsi, dovrebbe
scaricarsi in un preciso momento, in un preciso attimo; invece le lancette
continuano, continuano il loro ticchettio interminabile, senza mai fermarsi,
anche se la batteria non è più carica; così anche il mio amore, che dovrebbe
smettere di farmi sognare e invece NO !
End
È la fine di tutto, di qualcosa di
speciale, che da ora in poi solo il profondo del mio cuore potrà custodire;
senza manifestarlo a te che, per la prima volta, sei riuscito a conquistare
tutto il mio essere, coinvolgendomi in questa “follia”, lasciando dietro le
nostre vite, assolutamente diverse, “la ragione”. In un attimo ti sei
allontanato senza darmi il tempo, quel tempo di cui avevo bisogno per aprire
gli occhi e ricominciare a guardare la triste realtà, da cui era fuggita. La data
finale, l’ARRIVO, non era stabilito, ma eravamo consapevoli entrambi che tutto
sarebbe terminato in un momento. Ogni lacrima che scivola lentamente sul mio
viso, che sa ancora di te, mentre ascolto il dolce “Suono del silenzio”, mi
ricorda ogni tuo gesto; ogni tuo sorriso nascosto, ogni tuo sguardo, ogni tua
carezza, ogni istante “rubato” per vederti, anche solo per comunicarti un mio
pensiero. Quante cose avrei voluto realizzare insieme a te, quante ne abbiamo
lasciato in sospeso e quante ora vorrei dirti per continuare a scrivere in
eterno questa poesia, per non dimenticarmi di te … Ma un’ultima cosa è
essenziale che ti dica, e che non sono mai stata capace, forse per paura, forse
per imbarazzo, di gridare: TI AMO …
Daniela
Fallucchi
Ogni giorno
Ho ogni giorno un appuntamento con il
sole. Lo accolgo al suo sorgere con gioia e, con la stessa gioia, lo saluto al
suo tramonto, sapendo che, tra poche
ore, ricomparirà più splendente di prima e che al vederlo il mio stupore
sarà ancora maggiore di quello
precedente. Non mi stancherò mai di osservarlo, di contemplare il suo bagliore
e anche quando diventerò ceca a forza
di fissarlo lo vedrò egualmente con gli occhi dell’Anima, perché avrò la
certezza che lui sarà lì, che la sua lucentezza non sarà scemata affatto … e
continuerò a SORRIDERE !
Noemi
Sciscente
Un minuto
Un minuto per dirti Ciao …
un minuto per dirti Addio …
Vincenzo Battista
Una stella
Un giorno volerò lassù fra quelle stelle,
fra le braccia della luna che ora illumina le mie notti.
Un giorno andrò via per volare finalmente libera
e godere della felicità eterna.
Un giorno forse sarò finalmente io,
una stella fra le altre perfette
nella mia semplicità.
Oh, luna, accoglimi con le tue stelle
lassù nel cielo, non lasciarmi sola.
Angela Di Tullio
Sola
Voglia di piangere, urlare, di gridare al mondo: “cazzo”, ci sono anch’io.
Voglia di ridere, parlare, giocare, ma sono sola, e cavolo se non è
difficile divertirsi da soli,
quando si ha un buco dentro, una tristezza, una sofferenza che si
dirama per tutto il corpo.
E correre, correre, correre senza fermarsi per scappare … ma da cosa
poi.
Pensare, riflettere e pensare ancora, ma a cosa …
a quello che va, che non va, a quello che c’è, che non c’è … ma a che
serve … a che serve …
sono sola … ho paura, una paura immane … sono sola, sola, sola !
Angela Di Tullio
Sapienza
Succhiare
avidamente il vetroso chicco d’uva,
affondare i
denti nel morbido ventre di un rosso fico,
stemperare l’angoscia
tra le zolle spinose,
bagnate dalla
pioggia,
comunicare i
tuoi sogni agli uccelli,
alle foglie,
alle ossa del ruscello,
e poi
purificare lo sguardo
nell’immenso azzurro
del cielo.
Tutto questo è
sapienza.
180
Interrogativi 180?
Nel tuo viso
porcellanato:
assenti gli
occhi, un urlo … silenzioso,
un riso
stampato sulla bocca.
E le mani? Oh,
le tue mani!…
E il dolce
albero del tuo corpo?!…
Alle marionette
senza tempo il moto rapirono.
Quale chimica
alchimia gestì la tua memoria,
i tuoi sogni
impiccando?
La tua colpa qual
è?
La tua
diversità o … ,
la vostra
innocente follia?
Maria Luisa Tozzi
La mia vita
Spesso mi chiedo perché sono nata,
ma non trovo mai risposte importanti, significanti,
per cui valga la pena sacrificarsi e lottare per continuare a vivere.
Ma per ottenere che cosa?
E sottovaluto qualunque questione per la pura illusione,
che non possa servire e così non ho piacere,
ma solo dispiacere.
È giusto soffrire, per ottenere qualcosa,
e tantomeno per nulla?
Sono stanca e distrutta di soffrire;
l’unico sistema è non perdere più tempo e troncare il mio dolore,
con la decisione di strappare quest’orrenda vita,
che mi accresce solo dolore.
Mi sento diversa dagli altri,
forse è questo il motivo per cui non vengo accettata e addirittura
punita.
Sono dolce e in compenso mi trattano male;
sono aggressiva e vengo allontanata e criticata.
Come mi devo comportare?
Ma soprattutto, io, come sono davvero?
Quale errore avrò commesso,
per dover sopportare tanto dolore?!?
Anche, se non è dipeso da me, l’errore è stato quello di essere nata …
Mirella Sangiovanni