LABORATORIO  TEATRALE  “Un viaggio senza valigia”

 

Premessa: Il teatro in se è un continuo incontro con l'altro, spaziare tra differenze di culture e storie personali. Il teatro non è solo uno stimolo creativo, ma spesso veicolo per arrivare all'altro senza ostacoli e violenza. La scelta come tematica dell’attività teatrale della dimensione interculturale, tramite la drammatizzazione di fiabe Africane, garantisce all’allievo di provare ruoli diversi calandosi in personaggi diversi, altri modi di essere che gli permettono di superare una immagine di sé talvolta cristallizzata e insoddisfacente, dando così diversificate prospettive alla propria personalità e formazione professionale. L'unione tra teatro e intercultura genera quindi relazioni importanti e indispensabili nella vita quotidiana.

 

Destinatari: Allievi Corso di Mediatore Interculturale.

 

Durata: n. 24 ore (dodici lezioni da due ore…ogni venerdì dalle 18 alle 20…).

 

Obiettivi: Affinare e fornire capacità percettive, critiche, espressive e comunicative, rendere vivo e attivo l’apprendimento culturale, decodificare il linguaggio teatrale, usare la drammatizzazione di  fiabe Africane come ponte tra diverse culture.

 

La fiaba come ponte tra diverse culture: La fiaba è un genere letterario universale, caratterizzato da una struttura narrativa costante; è un terreno fertile perché può essere smontata, modificata e ricostruita, e anche perché si presta a numerosissimi itinerari didattici e percorsi immaginativi. 

La sua struttura costante e facilmente riconoscibile risulta rassicurante, familiare, e dà stabilità e sicurezza, due elementi importanti nell’età evolutiva. Ogni bambino ha bisogno della sua fiaba, quella che inconsapevolmente lo rassicura, lo fa crescere, l’aiuta ad affrontare i nodi cruciali dell’esistenza, gli dà fiducia che potrà cavarsela in qualsiasi situazione, e gli offre un maggior controllo sulle pulsioni interiori e gli eventi esterni.

 

Molto è stato scritto, in questi ultimi anni, sulla capacità della fiaba di legare culture e storie diverse. Sono state pubblicate anche diverse proposte didattiche sull’utilizzo della fiaba come tappa obbligatoria dello sviluppo del bambino, come possibilità di ancorare affettivamente ed emotivamente l’immaginario del bambino a culture, ambienti, protagonisti lontani. Merita dunque di essere sottolineato il potenziale educativo della fiaba anche in questa veste “cosmica”. Lavorare con la fiaba multietnica diventa allora un’esperienza educativa molto significativa, soprattutto se riusciamo ad arricchire la valenza aggregativa e partecipativa della parola con altri codici (intenzionale, mimico, paralinguistico, cinesico…), se coinvolgiamo tutti i partecipanti nell’interazione comunicativa, con un’intensità che riporta il racconto alle sue origini, all’incontro sapienzale, nel nostro caso, con le terre africane.

 

Questi codici, sostitutivi della scrittura, ci riportano al valore della tradizione orale e alla sua pregnanza vitale per le popolazioni africane, perché essa era, e in parte è ancora, la funzione comunicativa per eccellenza. La fiaba offre un terreno d’incontro che non ha barriere né temporali, né etniche, né d’età: l’immaginario nutre la capacità d’immaginare, mobilita le risorse della fantasia infantile, “crea spazio per altre cose, non utili, come la poesia, la musica, l’arte, cose che riguardano direttamente la felicità dell’uomo e non la sua utilizzazione in una qualsivoglia macchina produttiva”, come dice Rodari, che aggiunge: “non credo che la fantasia sia evasione, ma uno strumento della mente, capace di esprimere e formare una personalità più ricca”. La fiaba, scrive Calvino, riesce a “realizzare massimi risultati servendosi di pochissimi mezzi”. Da un lato scatena e mette in campo le dinamiche identificativa-protettiva, dall’altro permette una ripresa rapida dell’esercizio di razionalità. La fiaba è una fonte di piacere, un’attività lucida importante per tutte le età.

 

Se, all’interno della scuola o di altri gruppi, si creano relazioni e punti d’incontro con ragazzi e bambini di altre culture, la fiaba ci aiuta a costruire orizzonti comuni partendo da storie diverse, ci aiuta ad affermare i valori della società e della tolleranza. Il bambino straniero si sente veramente accolto quando si è creata con i compagni e la struttura scolastica una relazione protettiva e amica. Allora è bello raccogliere a ruota libera i frammenti e i ricordi delle sue radici, delle sue origini o sollecitarlo a raccontare le fiabe della propria terra, magari con l’aiuto dei genitori… Questo permette di conoscere l’immagine che l’altro porta dentro, dà la possibilità di esprimere affetti, nostalgie, ricordi, recuperare esperienze passate in vista di situazioni e bisogni presenti. La narrazione diventa così la possibilità di dar vita alle emozioni, ai ricordi, alle cose vicine e lontane.

 

Mentre molto è stato scritto sulla trasmissione orale di fiabe e favole delle culture a noi vicine, pochissimo è stato invece fatto in riferimento alle culture extraeuropee. L’ondata massiccia d’immigrazione ha aperto, inevitabilmente e inesorabilmente, anche i nostri confini culturali e così sono nate diverse raccolte di fiabe o racconti, con introduzioni a didattiche interculturali. È un processo recente, spinto a volte da organismi di volontariato o realtà missionarie che hanno accesso diretto alle fonti, oppure da associazioni o progetti d’inserimento immigrati.

 

Articolazioni: Esercizio per Scacciare Tensione, Esercizi per Infondere Energia (abbraccio di gruppo -ripetendo “uno per tutti e tutti per uno”-…gioco de il drago…risveglio della giungla -verso… movimento… fisionomia… saluto…-), Esercizi di Riscaldamento Corporeo (il tutto prima che dalla testa parte dal movimento del corpo…roteare testa, braccia, mani…alternare battito mani a battito piedi, ad occhi chiusi…fare respiri profondi…ripetere gesti altrui…su una gamba, allargare braccia…), Esercizi di Espressività Corporea e Coordinazione (alternare espressività  puzza-odore, accordo-disaccordo, freddo-caldo…caratteristiche nervoso, assonnato, timido, sui carboni accesi, nel campo minato, donna che porta secchio in testa, signorina coi tacchi alti, uomo col sacco sulle spalle, robot, portando una valigia…azioni abbinate a personaggi con determinate caratteristiche -nervoso che si accende sigaretta, prende cappotto dall’attaccapanni, annoda lacci scarpe, si lava viso, infila l’ago, legge giornale, apre porta-…situazioni di impersonificazione  come trovare per strada un amico che non si vedeva da anni, scorgere una persona indesiderata, passare vicino ad un cane cattivo, attendere amico non puntuale, spiccare il volo, attaccarsi a corda immaginaria durante una bufera, attraversare strada come un ubriaco-cieco-uomo obeso, fingere di essere in una bolla di sapone, fingere di incontrare ragazza conosciuta -tentare di abbracciarla, poi accorgersi di scambio persona-, pensare di tuffarsi da un aeroplano senza paracadute -occhi chiusi… emettere suono del contatto con l’aria-, fingere di essere una palla che rimbalza -di diverse forme… esprimersi solo con parola bam-, ciclo vitale pianta-animale -ognuno sceglie suo spazio… mettere sottofondo musicale… chiusura occhi… rilassarsi… respiri profondi… pensare di essere una pianta… sentirsi parte di un bosco o foresta…emettere suoni per ogni ciclo vitale… sentirsi seme e piccolissimo… emettere suono delicatissimo…sentirsi seme che cresce… immaginarsi cosa ci sia intorno –terreno, alberi-… sentirsi piccolo arbusto –fiore- abbinando sempre suono a movimento… sentirsi pianta sfiorata dal vento… pianta colpita dalla pioggia… sentirsi pianta invecchiata e stanca… sentirsi pianta che muore e torna seme… gioco specchio -ripetendo ciò che si dice e non quello che si fa-…gioco abbinare a proprio nome movimento parte corpo -testa, gamba, braccio-…), Esercizi Maschera Facciale e Voce (tirare al massimo fuori lingua pronunciando vocale a…muovere mandibola a destra e sinistra…toccarsi con punta lingua tutti i denti…pronunciare proprio nome come se si fosse un topolino o una rana…pronunciare proprio nome a denti stretti…lettura con penna o matita tra denti…lettura del labiale… voce=suono emesso da laringe e dovuto alla contrazione delle corde vocali…regolazione volume -struttura sottolaringea… polmoni regolano volume voce, ossia intensità… respirazione diaframmatica… uso sbadiglio… uso pronuncia as-es-is-os-us… mettersi su punta piedi e molleggiare pronunciando vocale a-…regolazione tono -frequenza oscillazioni… pulitura laringe…-…regolazione timbro -cavità orali e nasali regolano presenza armoniche… struttura sovralaringea… uso pronuncia an-en-in-on-un-…am-em-im-om-um-…accordare voce mettendo viso vicino al muro… uso scioglilingua…), Esercizi sulla Fiducia (gioco ciechi a spasso…gioco tuffo all’indietro…), Esercizi di Espressività Vocale (ricreare situazione senza l’uso delle parole inerenti, ma tramite vocali, rumori, suoni, singole parole, versi animali, numeri, frasi incomprensibili -fermata d’autobus –primo giorno di scuola… presenza punk, comunista, psicologa, buttaruori, discotecaro… donna infastidita dal chiasso inizia a “sclerare”….-; discorso politico; radiocronaca partita; predica in chiesa; venditore ambulante; ordine al ristorante; scena matrimonio; scena parto; scena rapina in banca; dichiarazione d’amore; racconto barzelletta; scena furto valigia alla stazione; racconto favola; tifo allo stadio; spettacolo circo…inventarsi dialogo e riprodurlo in modo drammatico o divertente…esagerando nei movimenti corporei…), Drammatizzazione Fiabe Africane (uso voce bambino, ubriaco, morente, straniero, balbuziente, vecchio, con risata, con pianto, drammatica, con cadenza dialettale, venditore, sottovoce…).

 

Metodologia: Lezione frontale tenuta dall’Esperto di Teatro; lezione interattiva ed esercitazioni pratiche.

 

Risorse Umane: Esperto di Teatro PIETRO LA BARBERA.